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Per fortuna che ci sono gli EpicFail

Marzo 3, 2021/Blog

Si dice che del maiale non si butta via niente. Nemmeno degli #epicfail, aggiungo io.
Per fare Advertising in maniera più efficace, bisogna ridurre gli sprechi di tempo, di soldi, e di idee: nemmeno gli errori degli altri vanno sprecati.

Ricordate lo Spot Jeep del Superbowl con Springsteen? Pochi giorni dopo l’on air in TV, lo Spot viene ritirato a causa dell’arresto del Boss per guida in stato di ebbrezza. #EpicFail per la Brand, han detto (quasi) tutti! Attenzione, però: il fatto è avvenuto a metà novembre 2020, ben prima della messa in onda dello Spot. Possibile che Jeep non lo sapesse? L’avranno fatto apposta perché bene o male, basta che ne ne parli?
C’è da dire che lo Spot era stato pianificato in TV solo per un passaggio, e tutto il resto del media era delegato a YouTube, quindi con un evidente obiettivo di viralità e di earned media, ovvero la copertura media gratuita, generata spontaneamente tramite il passaparola, le condivisioni, i commenti… e il #gossip! Ora che le accuse a carico del Boss sono decadute (il livello di alcool nel suo sangue non era troppo alto, evidentemente) lo Spot è tornato online sul canale YouTube della Brand.
Quindi, #Fail casuale o intenzionale? Ai post(eri) l’ardua sentenza.


E ora passiamo a Langley in Virginia, dove tutti gli amanti dei film su Jason Bourne sanno avere sede la CIA. Anche lei, in questo inizio di 2021 si è rifatta il logo.

Un redesign che ha fatto parlare, non sempre bene. Su #twitter alcuni ne hanno criticato lo stile smaccatamente allusivo ai festival di musica elettronica (come il #Mutek).

Vi confesso che quando ho letto quel commento, in effetti mi si è accesa subito l’allusione a una delle copertine più iconiche del rock, Unknown Pleasures dei Joy Division.

Fra l’altro, il nome del Logo Designer non è ancora stato rivelato. Come mai? Fanno i misteriosi per far parlare di loro o perché hanno già ricevuto troppe parodie online? Controllate su knowyourmeme per vederle. Intendiamoci, diventare un #meme facendo leva sulla “mancanza di intelligence” riguardo al loro della “Central Intelligence Agency” potrebbe anche essere una strategia virale.

Di sicuro, la #CallToAction di tutta l’operazione è un recruiting di giovani talenti digitali e informatici. Per cui, forse forse…

 


Per finire, torniamo al 2017 con uno dei più clamorosi #fail degli ultimi anni, Lo Spot Pepsi con Kendall Jenner.

Riassumendo, Pepsi decide di creare uno Spot con un mix vincente con gli ingredienti del #BrandPurpose, del #BlackLivesMatter e dell’influencer marketing con una influencer e celebrity del calibro di Kendall Jenner. Risultato? Disastro totale. #EpicFail talmente epocale che persino la figlia di #MartinLutherKing interviene su twitter con parole di amaro sarcasmo.

E la Brand cosa fa? Fa le sue scuse, dichiarando “Pepsi was trying to project a global message of unity, peace and understanding. Clearly, we missed the mark and apologize”, e ritira lo Spot.

 


Esito del Check-Up

I Fail possono essere Epici o Strategici.
Quelli Strategici sono orchestrati dalla Brand come strategia di contagio virale, e possiedono alcune caratteristiche specifiche:

  • Sfruttano a proprio favore il motore virale del Gossip, come potrebbe aver fatto Jeep con Bruce Springsteen.
  • Sollecitano un immaginario già presente nel pubblico specifico che si vuole attivare, come potrebbe aver fatto la CIA.
  • Possiedono una Call to Action utile per il pubblico, come la CIA (Fai un salto di carriera come Analyst/Programmatore/Engineer) e non come Pepsi, che imbastisce tutto quel pistolotto buonista soltanto per farti comprare una lattina.
  • Usano gli hashtag con discrezione e intelligenza, perché non è l’hashtag che rende virale l’idea creativa, è l’idea creativa che rende virale l’hashtag che la descrive. Lo ha imparato Pepsi a proprie spese.

Al contrario, quando si commette un Fail Epico, la cosa più urgente e importante da fare è chiedere scusa. Come ha fatto Pepsi, chiudendo il suo #EpicFail con dignità.

Se capiamo come si sbaglia, capiamo anche come si fa bene. Anzi, come si fa meglio.
Parola di Dottor Copy 😉